Ape sociale e precoci: Cgil, dpcm primo passo in giusta direzione, ora correggere limiti e andare avanti

“Un primo passo nella giusta direzione, anche se arrivato con oltre due mesi di ritardo. Ora, nella seconda fase del confronto fra Governo e sindacati, si recuperino gli evidenti limiti presenti in questi primi provvedimenti e si affrontino anche gli altri temi previsti dal verbale sottoscritto dalle parti il 28 settembre scorso”. È quanto dichiara il segretario confederale della Cgil Roberto Ghiselli in seguito alla firma da parte del Presidente del Consiglio, ieri sera, dei due Dpcm di attuazione delle norme sull’anticipo pensionistico.

“La firma dei decreti relativi ad Ape sociale e lavoratori precoci – sostiene Ghiselli – consente a qualche decina di migliaia di lavoratrici e lavoratori in condizioni particolarmente difficili di poter anticipare l’età di pensione, senza alcun costo o penalizzazione. Un risultato positivo, a condizione che si correggano alcuni nodi rimasti irrisolti”.

Il dirigente sindacale evidenzia quindi “i limiti maggiori” dei provvedimenti: “innanzitutto la scarsità delle risorse messe a bilancio, solo 660 milioni di euro nel 2017, con la conseguente restrizione delle platee; gli eccessivi vincoli normativi che penalizzano in particolare chi ha lavori discontinui, come gli edili, gli appalti e i lavoratori agricoli; l’esclusione di molte attività gravose e il mancato accesso alle misure dei disoccupati che sono tali per la scadenza di un contratto a termine”.

“La seconda fase del confronto – ricorda Ghiselli – dovrà incentrarsi inoltre, come previsto dal verbale di settembre, sulla pensione contributiva di garanzia per i giovani, la flessibilità in uscita, il riconoscimento dei lavori di cura, l’aspettativa di vita, la previdenza complementare e la rivalutazione delle pensioni in essere”.

“Qualche giorno fa insieme a Cisl e Uil – dichiara in conclusione il segretario confederale della Cgil – abbiamo sollecitato l’Esecutivo a convocare gli incontri già programmati con l’auspicio di poter svolgere un confronto vero in grado di determinare ulteriori passi in avanti nella direzione indicata dalla piattaforma sindacale discussa e sostenuta dai lavoratori”.