Politiche immigrazione

MIGRANTI: PERMESSI PIU LUNGHI CONTRO IL LAVORO NERO

GIORNATA DI MOBILITAZIONE NAZIONALE

Presidio presso la Prefettura di Milano – C.so Monforte 31
Martedì 28 giugno 2016 – dalle 11.00 alle 13.00

La crisi economica in Italia ha colpito duramente anche il lavoro degli
stranieri: il loro tasso di disoccupazione ha ormai raggiunto quota 17%.
Oltre a questo dramma, che accomuna tutti i lavoratori, gli immigrati vedono
però messa in discussione anche la propria permanenza regolare
sul territorio nazionale: se non trovano un nuovo lavoro, perdono anche
il permesso di soggiorno.
Molti vanno all’estero a cercare occupazione, altri fanno rientro nel proprio
Paese d’origine, ma la maggior parte di loro finisce nella trappola
del lavoro sommerso e viene quindi risospinta nell’illegalità.
In attesa di risposte dal Governo, CISL CGIL e UIL nazionali scendono in
piazza per chiedere:
• la proroga a due anni della durata del permesso di soggiorno per
attesa occupazione;
• di sanare le posizioni dei migranti che hanno già perso il permesso
di soggiorno;
• una lotta seria ed efficace per il contrasto al lavoro nero;
• indicazioni univoche alle Questure, perché il permesso venga rinnovato
correttamente e in maniera omogenea su tutto il territorio
nazionale

 

ABBIAMO VINTO !

Care/i compagne/i,
Vi comunichiamo un importante risultato della CGIL e dell’INCA sull’ulteriore contributo chiesto agli stranieri che rinnovano e chiedono il rilascio del permesso di soggiorno.
Dopo un lungo percorso che ci ha visto protagonisti nel contestare una norma dai più’ ritenuta “tollerabile” ma a nostro parere sempre considerata ingiusta e incompatibile con i regolamenti europei, dopo il pronunciamento della Corte di Giustizia Europea che ha accolto le nostre tesi, dopo l’avvio della campagna delle istanze di rimborso e, ultimamente, delle azioni legali davanti ai Tribunali Ordinari.
Il TAR del Lazio, Sezione Seconda Quater, con la sentenza 06095/2016 ha
definitivamente chiuso il percorso da noi iniziato nel Febbraio 2012 all’indomani della entrata in vigore della norma.
Il Giudice, basandosi sulle motivazioni dei ricorrenti, sulle norme europee e prendendo atto della Sentenza della Corte di Giustizia del 2 settembre scorso dichiara fondato il ricorso nella parte che lamenta “la radicale illegittimità’ dell’imposizione del contributo”.
Richiama l’esigenza di disapplicare la normativa nazionale che ne impone il pagamento in contrasto con la normativa di fonte comunitaria e dispone l’annullamento del D.M. 6 ottobre 2011 limitatamente agli articoli che lo normano. Ordina infine che la sentenza sia eseguita dall’autorità’ amministrativa.
Il risultato di questa decisione e’ l’immediata operatività’ del dispositivo, che di fatto priva di qualsiasi supporto giuridico, anche pregresso, la legislazione che ha imposto la ingiusta tassa sugli stranieri siano essi titolari di permesso da lungo-soggiornati o di altro titolo di soggiorno.
Da oggi il contributo non e’ più’ dovuto anche se supponiamo che l’amministrazione sia impreparata ad accogliere l’esito della Sentenza nonostante non siano previsti altri atti amministrativi per applicarne gli effetti. E’ necessario interloquire con le strutture della PA sollecitandole ad adeguarsi e a non richiedere il versamento del contributo per i permessi in rinnovo e rilascio da oggi.
Nel frattempo e’ indispensabile proseguire e intensificare l’azione già’ avviata con i ricorsi e con le cause per richiesta di restituzione di quanto già’ pagato. Occorre che non si perda l’occasione per rivendicare la nostra attenzione a questi temi e ribadire che la nostra azione nella difesa dei diritti non ha confini.
E’ importante che si vigili e ci si adoperi affinché’ questa occasione, che ci ha visto e ci vede soli protagonisti, non diventi una opportunità’ per i soliti faccendieri per speculare sul diritto degli immigrati coprendo spazi lasciati non presidiati. Roma 25 maggio 2016

Il Dipartimento Politiche dell’Immigrazione è la struttura della CGIL di Milano che si occupa in maniera specifica delle problematiche dei cittadini stranieri, fornendo loro una serie di servizi mirati, promuovendo la loro rappresentanza sindacale da parte delle Categorie Cgil e sostenendo il loro pieno inserimento sociale e lavorativo.

La Camera del Lavoro di Milano tutela i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici di qualsiasi nazionalità, religione, razza o etnia.

Lo fa attraverso un’attività rivendicativa e negoziale capace di portare in sintesi le loro diverse esperienze culturali e i loro diversi bisogni, soprattutto nei luoghi di lavoro.

Attraverso il nuovo Dipartimento Politiche dell’Immigrazione si assume anche il compito di sensibilizzare ed indurre la pubblica amministrazione a tutelare e facilitare l’inserimento di cittadini stranieri nel tessuto sociale.

Gli uffici della Camera del Lavoro si caratterizzano come luogo di incontro fra il Sindacato Cgil e i migranti che soggiornano nella realtà territoriale della città metropolitana e della sua provincia.

Il lavoro del Dipartimento Immigrazione è orientato alla promozione dell’interculturalità e della legalità attraverso la difesa del diritto del cittadino straniero e la diffusione della conoscenza dei suoi doveri.

Con l’adozione di politiche appropriate ha il compito di facilitare l’inclusione dei bisogni espressi dai migranti nelle varie opzioni sindacali messe in campo dalla Camera del Lavoro di Milano.

Contestualmente, viene offerta loro una rappresentanza sociale che si articola su tre direzioni:

– lavoro. Si esprime nello stretto rapporto con le federazioni di categoria, impegnate nella ricerca di strumenti più efficaci per la tutela su diversi livelli;

– tutela individuale. Si traduce in un’ampia attività di informazione, consulenza e mediazione a favore del singolo utente all’interno del sistema dei servizi della Camera del Lavoro (Ufficio Vertenze Legali, Patronato INCA, Centro Servizi Fiscali, Servizio di Orientamento al Lavoro…);

– promozione. L’obiettivo ultimo è quello di diffondere una corretta conoscenza circa le opportunità e le problematiche collegate al fenomeno migratorio.

L’ampliamento dei diritti di cittadinanza dei migranti, il loro diritto al voto ed una società senza discriminazioni rappresentano obiettivi per i quali la Cgil si batte da sempre in modo convinto. Il tutto, a partire da procedure amministrative semplificate e più spedite nei flussi di ingresso e nell’ottenimento dei permessi di soggiorno, nei suoi rinnovi, e nei ricongiungimenti familiari.

Nella colonna a destra puoi trovare un primo orientamento rispetto ai bisogni fondamentali legati alla regolarità dell’ingresso, al soggiorno in Italia, al lavoro e alla casa.

Responsabile, Mostafa Jmaali