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Referendum Giustizia 2026

Il Comitato “Società civile per il NO al Referendum costituzionale”, un’iniziativa ampia e plurale che vede la partecipazione di associazioni, realtà sociali e sindacali, tra cui la CGIL. Il Comitato nasce con l’obiettivo di promuovere il No alla riforma costituzionale della magistratura conosciuta come “legge Nordio”, ritenuta da molte realtà della società civile e della rappresentanza democratica una modifica pericolosa dell’equilibrio dei poteri sancito dalla Costituzione.

Il comitato è presieduto dal professor Giovanni Bachelet e comprende tra i promotori figure del mondo della cultura, dell’associazionismo e della società civile, come Rosy Bindi, Maurizio Landini, Gianfranco Pagliarulo, Benedetta Tobagi e molti altri.

La Legge Nordio non è una vera riforma della Giustizia.

Non migliora il servizio ai cittadini

  • non riduce i tempi dei processi,
  • non aumenta il personale e non regolarizza i precari,
  • non rafforza le garanzie,
  • non assicura la rieducazione del condannato né la certezza della pena.

È inutile, perché la separazione tra PM e giudici c’è già

  • dopo la riforma Cartabia del 2022, le due funzioni sono separate: meno dell’1% dei magistrati passa dall’una all’altra.

Al contrario, la Legge Nordio stravolge la Costituzione e mette a rischio l’autonomia della magistratura, compromettendo l’equilibrio tra i poteri dello Stato.

Con un obiettivo preciso: sottoporre la magistratura al condizionamento del governo e indebolire i controlli su chi esercita il potere.

La legge Nordio, con Autonomia differenziata e Premierato, è parte di un disegno più ampio di profondo e radicale cambiamento della nostra Repubblica democratica.

Il risultato è una Giustizia dura con i deboli e indulgente con i potenti.

L’autonomia della magistratura non è un privilegio, ma una garanzia di uguaglianza per tutti.

Per difendere la Costituzione e una Giustizia imparziale votiamo NO al referendum sulla Legge Nordio.

Partecipa, fino al 27 gennaio 2026, alla raccolta firme digitali per la promozione del referendum: firmereferendum.giustizia.it

Data del referendum e ricorso al TAR

La questione referendaria si intreccia con un recente sviluppo normativo e giudiziario: il referendum è stato ufficialmente fissato dal Governo per il 22 e 23 marzo 2026. Tuttavia, i promotori della raccolta firme hanno presentato un ricorso urgente al TAR del Lazio contestando la legittimità della data stabilita, ritenuta – secondo il ricorso – non conforme alle consuete garanzie procedurali e lesiva del diritto dei cittadini di firmare e formare i propri comitati per il No e per il Sì.

La questione è ora all’esame del Tar, che dovrà valutare la richiesta di sospensiva della delibera di fissazione della data referendaria, avanzata dai promotori con l’intento di assicurare tempi congrui per la piena espressione della partecipazione popolare.