venerdì, 6 Febbraio 2026

CGIL Milano logo
  • Home
  • /
  • Milano, la nuova stagione del sindacato

Milano, la nuova stagione del sindacato

In un’intervista a Luca Stanzione, segretario generale della Camera del Lavoro Metropolitana di Milano, pubblicata venerdì 6 febbraio 2026 da Il Riformista, emerge il quadro di una città al centro di una profonda trasformazione del lavoro e dell’economia, che chiama il sindacato a rinnovare strumenti, linguaggi e forme di rappresentanza. Al centro del ragionamento di Stanzione c’è la consapevolezza collettiva – in particolare delle nuove generazioni – come base di una nuova stagione sindacale.

Come sottolineato da Stanzione nell’intervista a Il Riformista, i dati contenuti nel report “Al lavoro” della Cgil Milano raccontano una città in cui oltre il 50 per cento dello stipendio viene assorbito da casa e sanità. Una condizione che alimenta le disuguaglianze e rende sempre più fragile il lavoro, anche in un contesto economicamente avanzato come quello milanese. Per il segretario generale della Cgil milanese, il tema salariale non riguarda solo la giustizia sociale, ma la tenuta complessiva del sistema produttivo: salari poveri comprimono la capacità di spesa e indeboliscono l’intero ecosistema economico della città.

Nell’intervista pubblicata da Il Riformista, Stanzione evidenzia come, nonostante un tasso di occupazione elevato – pari al 71,7 per cento – il mercato del lavoro milanese vada letto in modo disaggregato. Il rischio di oltre 800 posti di lavoro tra manifattura e moda si inserisce in una transizione strutturale dell’economia locale, segnata dall’aumento delle specializzazioni e dalla riduzione delle figure operaie tradizionali. Una trasformazione che richiede politiche di protezione e accompagnamento per chi rischia di restare escluso o di abbassare la propria professionalità per rimanere agganciato al mercato del lavoro.

Un altro punto centrale richiamato da Stanzione su Il Riformista riguarda la capacità del sindacato di rappresentare anche il lavoro non tradizionale. L’esperienza della sindacalizzazione della filiera Amazon in Lombardia dimostra come il sindacato confederale sappia coniugare rappresentanza e modernità: in pochi mesi, nonostante le forti resistenze aziendali, il livello di adesione ha sfiorato il 50 per cento dei lavoratori lungo l’intera filiera. A Milano, inoltre, crescono gli iscritti e aumenta il tasso di sindacalizzazione in molti comparti, con un incremento significativo tra gli under 35.

Sempre nell’intervista, Stanzione sottolinea come la vera sfida per il sindacato sia oggi quella di rafforzare la rappresentanza tra lavoratrici e lavoratori più qualificati, creativi e formati. È cambiato un paradigma che ha caratterizzato gli ultimi decenni: anche il lavoro altamente specializzato non garantisce più autonomia e sicurezza individuale, rendendo nuovamente centrale la dimensione collettiva della tutela.

La Cgil Milano lavora sulla prossimità alle persone e ai loro bisogni: dall’alfabetizzazione digitale promossa dallo Spi, alla moltiplicazione dei punti di accesso ai servizi, fino a nuovi progetti dedicati all’ascolto e alla rappresentanza, tra cui un salto tecnologico degli strumenti di relazione e l’idea di una scuola popolare per l’uso delle intelligenze artificiali.

La crisi del pubblico impiego. I tagli ai trasferimenti agli enti locali e il mancato adeguamento dei contratti all’inflazione reale stanno impoverendo il sistema dei servizi pubblici, rendendo sempre meno attrattivo lavorare nella sanità, nella scuola e negli enti locali. Una dinamica che, come osserva Stanzione, rischia di indebolire il patto democratico su cui si fonda lo Stato sociale.

Infine, il tema generazionale. Nell’intervista a Il Riformista, Stanzione richiama i dati su un mercato del lavoro in cui quasi metà dei nuovi contratti a Milano è a tempo determinato e l’occupazione under 35 resta lontana dalla media. Eppure, quando il sindacato viene conosciuto, viene riconosciuto come un alleato credibile. Le nuove generazioni – sottolinea – hanno una forte consapevolezza che il destino è comune e non individuale, dal lavoro al clima: una consapevolezza che apre una nuova stagione per la rappresentanza collettiva.