Milano, 3 giugno 2026 – Stamattina si è tenuto un presidio unitario davanti al Consolato degli Stati Uniti a Milano per denunciare le condizioni di sfruttamento lavorativo emerse in un cantiere riconducibile a committenti americani.
Le organizzazioni sindacali dell’edilizia precisano di aver seguito con attenzione l’evoluzione del cantiere già da tempo, sollecitando più volte un’interlocuzione diretta con i lavoratori, data l’ingente presenza di manodopera straniera. Alla richiesta di entrare nel cantiere, la dirigenza ha sempre negato l’accesso, millantando una presunta “extraterritorialità”.
“Gli Stati Uniti, in questo caso, che idea del lavoro hanno? Che idea del valore delle persone hanno? Credo che debbano chiarire” ha dichiarato in presidio Luca Stanzione, segretario generale CGIL Milano, che ha anche chiesto al Governo italiano di farsi parte attiva in questa direzione. “Siamo qui stamattina perché domani il Paese non si dimentichi di quello che è stato scoperto oggi.”
Stanzione ha poi puntato il dito sulla carenza di ispettori del lavoro sul territorio: “Nell’area metropolitana milanese ce ne sono solo 20. Chiediamo al Governo di intervenire immediatamente affinché l’area metropolitana possa avere un numero adeguato di persone che controllano e fanno rispettare le leggi contro lo sfruttamento. Quello che è stato scoperto qui oggi assomiglia molto al rogo tremendo di quei lavoratori in Calabria.”
Riccardo Piacentini, Segretario Generale Fillea CGIL Milano: “Questo è un caso eclatante di sfruttamento lavorativo di lavoratori stranieri, dove le imprese e i committenti approfittano dello stato di necessità di operai edili che hanno bisogno di un contratto per poter rinnovare il permesso di soggiorno. Una cosa per noi inaccettabile.”
Piacentini ha ribadito le rivendicazioni storiche della categoria: “Chiediamo da anni l’abolizione della Bossi-Fini e la liberazione di questi lavoratori da una condizione di sostanziale schiavitù. Chiediamo inoltre che vengano riformate le norme sugli appalti e aumentato il numero degli ispettori, oggi ridicolmente insufficiente rispetto alle necessità.”
Sul fronte contrattuale, Piacentini ha annunciato una proposta concreta nell’ambito della trattativa per il rinnovo del contratto provinciale in corso in queste settimane: “Chiediamo alle imprese di avere il coraggio di introdurre una regola chiara: per tutti i lavori sopra i 5 milioni di euro a Milano si apra automaticamente un tavolo di contrattazione preventiva, per prevenire i problemi invece di doverli rincorrere.”

