Esprimiamo piena e convinta solidarietà a Primo Minelli, Gianfranco Pagliarulo e all’ANPI tutta, bersaglio in questi giorni di accuse gravi, strumentali e del tutto infondate.
I fatti del 25 aprile a Milano hanno scatenato una polemica che riteniamo profondamente ingiusta nei confronti di un’associazione che da decenni custodisce la memoria della Resistenza e dei valori antifascisti su cui è fondata la nostra Repubblica.
Siamo convinti che le accuse rivolte a Minelli e all’ANPI siano inaccettabili. Accusare di antisemitismo chi ha dedicato la propria vita alla memoria della Shoah e alla lotta contro ogni forma di razzismo e discriminazione è un’operazione politicamente strumentale, che offende la storia.
Ricordiamo che al corteo di Milano hanno sfilato anche ebree ed ebrei con striscioni per la pace e contro il fascismo. Questo perché il corteo del 25 aprile è, per chi lo vive con spirito autentico, uno spazio sicuro e condiviso.
Ci preoccupa invece il senso che alcuni vorrebbero dare alla Festa della Liberazione e l’inquinamento operato ai danni di una festa nazionale che appartiene a tutte e tutti. È stata la Resistenza a restituire dignità e libertà all’intero Paese. Sminuire questa ricorrenza, trasformarla in un campo di battaglia tra fazioni, usarla come pretesto per regolare presunti conti politici è un torto fatto alla storia e a quanti hanno pagato con la vita il prezzo della nostra libertà e della pace.
Esprimiamo ferma condanna degli insulti antisemiti che non possono trovare cittadinanza nell’Italia democratica e antifascista conquistata dalla Resistenza che ad ogni 25 aprile celebriamo.
Evidentemente c’è ancora chi non si riconosce nei valori di libertà e di democrazia propri della nostra Costituzione. La Liberazione non può essere sequestrata, né svuotata del suo significato. E chi oggi prova a farlo si assume una responsabilità grave.
L’Anpi continuerà a svolgere con integrità il suo compito di custode della memoria e dei valori della Resistenza.

