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Il paradosso milanese: il 44% dell’occupazione è femminile ma il potere resta maschile

Nel mercato del lavoro milanese c’è una frattura strutturale di genere tra partecipazione e potere: le donne sono parte integrante del sistema produttivo milanese, ma non ne governano ancora in misura proporzionale le leve decisionali.

Il primo dato rilevante è quantitativo: le donne rappresentano circa il 44% dell’occupazione dipendente complessiva. Si tratta di una quota significativa, che conferma come il lavoro femminile sia una componente strutturale del mercato del lavoro milanese. Tuttavia, l’analisi per livelli di inquadramento mostra una progressiva riduzione della presenza femminile man mano che cresce il grado di responsabilità e di potere decisionale. Alla base della piramide organizzativa la presenza è consistente, ma si assottiglia sensibilmente nei ruoli direttivi e apicali.

Non emerge, inoltre, un settore specifico nel quale la dirigenza femminile risulti particolarmente concentrata o predominante.

Questo dato contrasta con la conformazione del sistema produttivo milanese, largamente fondato sui servizi, sulle attività di supporto alle imprese e alle persone, sulle funzioni relazionali e di intermediazione, anche nei processi di internazionalizzazione. Ambiti in cui l’eccellenza femminile è certificata. In un contesto economico così avanzato e terziarizzato, ci si aspetterebbe una presenza femminile più forte anche nei ruoli di vertice.

Ne deriva quello che può essere definito un vero e proprio “paradosso milanese”: in una delle aree economicamente più dinamiche del Paese, l’accesso delle donne ai livelli decisionali rimane limitato. La distribuzione del lavoro femminile appare inclusiva sul piano numerico ma selettiva sul piano gerarchico, confermando la persistenza di un soffitto di cristallo anche in un territorio considerato avanzato sotto il profilo economico e culturale.

La Camera del Lavoro di Milano dichiara: “I numeri ci dicono che le donne lavorano, contribuiscono in modo determinante alla ricchezza e alla qualità del sistema produttivo milanese, ma non esercitano ancora un potere proporzionato al loro peso reale. Il tema non è solo occupazionale, ma democratico: senza una piena rappresentanza femminile nei luoghi dove si decide – nelle imprese, nelle istituzioni, nelle organizzazioni – lo sviluppo resta incompleto. Servono politiche contrattuali, strumenti di conciliazione, trasparenza nelle carriere e un impegno concreto contro ogni forma di discriminazione, perché il talento delle donne non può fermarsi ai gradini più bassi della gerarchia.”

Leggi qui i dati del dipartimento mercato del lavoro